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lunedì 2 marzo 2015

Le regole truffaldine di mercato snobbano il maialino Sardo, per lui niente vetrina EXPO

Vitelloni, vacche, agnelli pecore, polli e pollastri, insetti, larve, serpenti e coccodrilli, tutti in vetrina all'Expo di Milano - Solo per il maialino Sardo non c'é posto -
Non ha senso: é una discriminazione nei confronti della sardegna...

Sarei d'accordo solo se all' EXPO fosse bandito ogni tipo di carne, invece pare che all' EXPO i cinesi propongono delle prelibatezze con dei cuccioli di cane. Il Canada presenta delle specialità di Nutrie e roditori di varie taglie. Per non parlare della nuova tendenza che cerca di convertire l'immanità a nutrirsi con larve e insetti speziati e intingoli di fantasia. L'Australia porta la carne di Canguro. L'America (Texas) con il bistecche-style barbecue brisket, l'Africa (Zimbabwe)  con la carne di serpente e di coccodrillo.
Insomma ogni paese ci va con le propizie specialità di Carne, non mancano neppure gli agnelli Danesi, ne i vitelloni Portoghesi, tanto meno quegli Spagnoli e del Sud America.
Uno schiaffo sonoro pare arrivi dagli organizzatori e dalle autorità, nei confronti del made in Sardinya.
Solo il maialino Sardo viene bandito, dicano almeno perché!?
Perché la scusa della peste suina o della lingua Blu é troppo vecchia per essere presa sul serio, per essere credibile con tutti gli annessi e connessi.

Non é difficile capire e carpire le motivazioni di tale discriminazione...
Sotto accusa gli animali che vivono allo stato brado, singoli allevatori e piccole aziende " liberi e incontrollabili" ( che poi sarebbero le migliori qualità  per eccellenza)
Sapete perché succede questo?
Bando alle chiacchiere: intanto bisogna dire che la colpa é sempre degli operatori Sardi che non riescono a capire bene il mercato, dal che quando esso nega l'accesso, prevale la rassegnazione, una sorta di accettazione involontaria, che poi é impotenza per mancanza di consapevolezza delle origine per la quale certe porte automaticamente si chiudo lasciando tutti un po increduli.
Poiché esiste la costrizione conveniente (questioni di prezzo basso ma non certo per le qualità) di approvvigionarsi ( in particolare i salumifici Sardi ) di carni suine provenienti e prodotte negli allevamenti intensivi Olandesi, tedeschi e inglesi.

Altro punto di attenzione e di osservazione:
In Sardegna mai si effettuano delle contro analisi, ovvero di controlli indipendenti e che non siano sotto il controllo delle ASL locali che sono in linea con le direttive Europee, dove avvengono le strategie di sviluppo e di produzione fra i paesi aderenti, dove i piú potenti e influenti, intelligentemente e puntualmente mandano i loro ispettori presso il parlamento Europeo con il chiaro intento di corrompere i politici comunitari. La storia é vecchia quanto l'intesa comunitaria di allestire un governo centralizzato che si adoperi nell'interesse comune.
Regole legali quindi, ma é nella legge che si nascondono gli inganni; si tratta di espedienti di comodo consolidati nel tempo e danneggiano l'economia isolana favorendo le Nazioni piú forti che hanno la capacità di influenzare meglio gli operatori politici di settore con lauti contributi personalizzati sottobanco illegali, da dove poi gli effetti negativi si materializzano sul territorio:
basta inventarsi un'epidemia e il mercato Sardo non ha piú nessuna possibilità di espansione; lo bloccano in tutti i modi distruggendo spesso interi greggi e branchi di bestiame sani, e mettendo in ginocchio piccole aziende, allevatori indipendenti, mandando le famiglie in rovina...
Non sempre i focolai di peste suina o di lingua blu corrispondono al vero, in effetti serve solo a controllare il mercato locale e fare in modo che non invada il mercato e incida sugli interessi delle grandi porcilaie intensive intercontinentali, dove si allevano animali con gli antibiotici ed estrogeni dannosi alla salute umana...

Questa é la realtà oggi in Europa delle molte contraddizioni, delle molte incertezze, e con la consapevolezza crescente che a ogni occasione lascia l'amaro in bocca concretizzando le teorie che diventano certezza.

Di Barolus Vigenti
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