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lunedì 18 luglio 2016

Tutti pazzi per Gavina


Tutti pazzi per Gavina ma forse non tutti sanno che si tratta di un prodotto OGM, proprio così, Gavina é geneticamente modificata ( un po come Donatella Versace, per capirci, anzi, lei é rifatta; altra tecnica) scherzi a parte, La mini anguria "Sarda" non é un prodotto naturale. Buona, anzi bona e gustosa, per carità, ma é lo stesso prodotto coltivato in Spagna, In Sicilia, in Sud America, in cina e in Giappone, dove in quest'ultimo paese le fanno anche quadrate. insomma Gavina non é un'esclusiva prodotta in sardegna, ma bensì il risultato sperimentale di selezioni adatti a soddisfare un mercato globalizzato.

Non é un caso che Gavina sia sterile, non contiene semi. Chi vuole coltivarla deve comprare i semi da chi possiede il brevetto genetico; ma di solito sono loro stessi che usano i terreni altrui, o impossessandosene, per controllarne meglio tutto il processo di produzione e di mercato.
L'OGM , questo metodo applicato in agricoltura, che cambia decisamente la vita di tutti, é molto chiacchierato e criticato dai mass media mondiali, perché non se né conoscono ancora gli effetti sulla salute, e a livello ambientale nel tempo; ormai ha sostituito i metodi agricoli arcaici che conoscevamo. Ha cambiato i flussi economici, eliminando quegli regionali e locali, e si spostano in grandi aree; vedi il Sud della Spagna; dove le estensioni di produzione agricola (OGM) si estendono per centinaia di migliaia di chilometri quadrati scelte appositamente per la produzione specializzata, e brevettata, da cui traggono la maggior parte del fabbisogno alimentare europeo, per quanto riguarda gli ortofrutticoli.
Immaginate lo scompenso economico già palpabile, in dimensioni miserevoli di povertà imposta, che rende tutti schiavi e dipendenti, dove si produceva quasi a chilometro zero.
E immaginate anche quando nelle zone scelte saranno abbandonate perché non produrranno piú nulla, neppure con il supporto della chimica, giá abbondantemente applicato pericolosamente.
Il terreno avrà senza dubbio il suo bisogno periodico di fermo biologico per rigenerarsi. Ebbene a tal punto cosa succederà? 
Massimo esempio italiano che é specchio riflettore di tante altre zone geografiche in Europa: si tornerà alla pianura padana devastata nel frattempo con le attività industriali? Mi pare improbabile. Nel campidano dove lo spazio destinato all'agricoltura é sempre piú ridotto? Dove coltiveranno allora Gavina?
Nonostante gli sforzi, il concetto a chilometro zero, a livello globale non esiste. Nel mercato impazzito in cui nasce Gavina e tanti altri prodotti sterili, non vi é nessuna prospettiva di continuità, non vi é prospettiva di convenienza economica collettiva, quindi neanche di sopravvivenza. Pensate a questo ragionamento quando né state saggiando una bella fetta fresca fresca, e senza l'imbarazzo di non sapere dove sputare il seme quando siete sotto l'ombrellone belli e rilassati...
Vi informo poi che all'estero di angurie chiamate Gavina non vi é nessuna traccia, ma mini angurie provenienti dalla Spagna e altre località del mondo a tonnellate; uguali, identiche spiccicate, la quale manca solo la parola, tutte sono frutto dello stesso studio e della stessa tecnologia nel selezionare e inventare nuovi prodotti...
Dobbiamo difenderci dalla pubblicità ingannevole e illusoria per molti motivi, anche quando apparentemente ci sia un buon ritorno economico, per alcuni...
Ci fregano come vogliono e tutti contenti...
Eppure erano mille volte meglio le angurie di Arborea. Mica mancava il business stagionale di questo meraviglioso frutto. 
Attenti al mercato imposto signori, potrebbe essere il metodo piú efficace e conveniente per estinguerci...

Di Barolus Viginti
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