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lunedì 10 giugno 2013

Graziano Mesina brucia la grazia e torna in carcere

Ma allora sei scemo scusa: ti hanno dato la libertà nonostante tutto, potevi vivere il resto della tua vita egregiamente omaggiato anche da considerazione forse immeritate, e ti vai ficcare ancora nei guai cercando di trarre guadagni facendo commercio di sostanze mortali...
Graziano Mesina Ex ergastolano al momento della scarcerazione quando gli fú concessa la grazia

Pensare male é peccato peró a volte ci si azzecca diceva una persona ...
..Graziano Mesina a limite avrebbe potuto puntare piú in alto, rilegarsi a un solo grado piú dei classici cazzoni senza scrupoli dei Pusher la dice grossa sulle possibili manipolazioni o trame a suo danno.
 É assodato ormai che chi gestisce il movimento grosso della droga siano menti raffinate che resta a dovuta distanza dalla stessa. Rimane il fatto però che "l'eroe" perdente del Supra-monte si sia lasciato coinvolgere magari come uno scugnizzo alle prime armi, o per lo meno la sua natura malavitosa continua prepotentemente a dare sfogo anche dopo quarant'anni di galera graziato dal peso di una serie di ergastoli e non meno di 150 anni di detenzione.
 La criminalità organizzata non va certo nei conventi Francescani per arruolare la manovalanza. Quale migliore rappresentante "degno di fiduccia" e con un curriculum non certo invidiabile come quello di Grazianeddu.

Certo che sarebbe interessante sentire le intercettazioni che lo hanno incastrato, almeno per annullare certi sospetti e dubbi che balzano alla mente dei lettori che piú o meno conoscono la storia dell'ex Bandito Graziano Mesina .
Mesina é anche famoso alle cronache per dire quello che pensa, non ha certo peli sulla lingua. Chi ha buona memoria ricorderà quando agli inizi degli anni novanta gli fu concessa la libertà vigilata, dal che approfitto per scrivere un libro sulla sua storia ( boicottato per ovvi motivi e mai entrato in commercio ) partecipava senza risparmiarsi a trasmissioni televisive e parlava, parlava e parlava forse a tal punto da infastidire e preoccupare gli stessi che lo avevano messo in libertà, dal che dagli stessi senza tanti spiegazioni gli fu revocata la libertà con la conclusione che lo definì ancora pericoloso socialmente.
Ci furono accuse e l'ombra del possesso di armi alla quale lui ha sempre respinto ogni accusa sostenendo che fú una trappola per punire la sua inarrestabile logorrea.

Oggi la storia si ripete: Mesina pare si goda un pó troppo la libertà, gira la sardegna di lungo e in largo con salti sporadici nel continente, partecipa anche ad occasioni sociali e culturali importanti, tesse amicizie e fa nuove conoscenze, frequenta vecchi colleghi di avventure e di detenzione, figure poco raccomandabili.
Mesina controllato a sua insaputa fa sorgere ulteriori dubbi: possibile che questo non si rendesse conto che un'ex ergastolano se pur graziato dall'ex presidente della Repubblica Azeglio Ciampi, in libertà rimane sempre sotto l'occhio vigile, anche se non invadente, delle forze dell'ordine.
Mesina  irriducibile dunque!?
Mesina non ha perso il vizio di dire quello che pensa: parla ovunque vada, a volte minaccia, fa risaltare la sua personalità, il suo carisma, la sua fama;  la sua vivace spavalderia é nota sin dai tempi che inizio la sua incredibile carriera da Bandito temuto, rispettato e imprendibile. Nella sua carriera la primula rossa del supramonte conta una decina di evasioni da manuale e altrettante fallite, diventa un mito; si ritiene piú bravo delle forze costituite nel gestire situazioni difficili (tipo il sequestro di Faruk Hassan) dove venne incaricato per mediare con i banditi capeggiati da Matteo Boe, che rivendicò quasi spavaldamente i meriti sulla liberazione del bambino di origini arabe a cui da lo stesso Matteo Boe tagliò il lobo dell'orecchio spedito poi alla famiglia affinché pagasse il riscatto.
Tutto questo per la cronaca ufficiale, quella conosciuta.
É certo che ora con questo nuovo fatto e le pesanti accuse Mesina, 71 anni, perde anche quell'alone misterioso che lo rendeva un mito, una sorta di bandito buono, un specie di Robin Hood nostrano e ruspante.
Con le mani sporche di Droga si spegne dunque, ovvero si dissolve anche quel febbrile lato che lo rendeva ancora uomo d'onore, l'ultimo "balente" per la cronaca isolana, guerriero in un sistema rurale dove le ingiustizie sociali da combattere erano all'ordine del giorno.
Mi domando peró che non sia casuale ogni volta che Graziano Mesina parla e partecipa ad eventi importanti diventi socialmente pericoloso?
Mi auguro dunque per il diritto di essere informati, che tutta la vicenda sia resa pubblica e trasparente onde levare a tutto campo quel sospetto che aleggia nell'opinione pubblica, ovvero Mesina é colpevole in che misura: consapevole,  usato, raggirato o vittima di una trappola fatta su misura per incastrarlo e punirlo per il suo "vizio di parlare troppo"??




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