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mercoledì 16 marzo 2016

Il bluff legalizzato dell'olio Tunisino firmato anche da Renato Soru

Soru fa presto a sostenere che tutto va bene, ma fra i suoi concetti e la realtà le distanze sono infinite.
 Che tutta la normativa sull'olio Tunisino sia studiata nei minimi particolari, non ci sono dubbi, ma a beneficio di chi? Che sia in giusta misura un grande aiuto alla Tunisia nulla in contrario, ma chi controlla realmente la qualità del prodotto? Viene venduto poi con marchio ed etichettatura Tunisina? Io ho molti dubbi su questo e lo vedrete tutti; anzi non lo vedrete proprio perché vendere quell'Olio con la sua denominazione originaria sarebbe un fallimento totale, e vi spiego perché dopo un'altra constatazione.

Che tale apertura nel mercato faccia bene all'Italia, ovvero agli olivicoltori autonomi privati e agli altri produttori Europea é pura illusione; molti insieme ai produttori Pugliesi già colpiti dal batterio della xylella fastidiosa, saranno costretti al fallimento con tutto quello che né consegue (...)
e gli altri arrancheranno per inserirsi nel mercato se non allineati e soggetti alle prepotenze del sistema in atto ( che in sostanza vuole distruggere e in parte assorbire e assoggettare al loro controllo voluto in sede Europea a suon di tangenti 
( chissà se Renato Soru​ di questo ne ha mai sentito parlare )
delle grandi e organizzatissime firme di distribuzione alimentare, che per altro contano di assorbire nel contesto globalizzante e monopolizzante..
( di cui disegno prevede annientare e centralizzare le sovranità Nazionali per compensare e averne un migliore controllo da unica sede: Bruxelles, per l'appunto, degli organismi "lubrificanti" che hanno a che fare per natura con il grande mercato. Di esso é parte del disegno generale comune, dunque, e sostituisce lo stato cambiando gli schemi nella gestione totale dell'economia garantendo uno sviluppo a beneficio di pochi )
 ..tutti quei comparti che resistono, non solo quello agricolo, e che hanno bene o male garantito sempre una copertura economica in molte Regioni del paese, saranno inghiottite nelle maglie totalitarie delle grandi compagnie, o destinate a scomparire.
Ed é questo il grave errore ignorato a priori dai politici e dagli industriali di settore in sede europea: nessuno ha a cuore le sorti dei lavoratori privati, delle piccole aziende, delle piccole imprese, degli artigiani, insomma delle piccole realtà economiche locali che fino a prova contrario erano la principale fonte di benessere...
Non si fa nulla per studiare misure innovative anche per loro e trascinarli nel circuito economico, quindi nel grande mercato. Eppure alla luce dei fatti sono questi fattori che veicolano gli effetti collaterali che gravano sulle società europee, e che generano malessere, miseria, fame e malattie, quindi costi sanitari che ricadranno sul sistema che lo hanno generato. Ma questo a -Big Pharma- non dispiace affatto, e per quanto il tema merita altri approfondimenti, e altri modelli di misura critica. Ma sarà pur sempre un boomerang di cui colpo in tempi neanche protratti metterà in crisi lo stesso modello.


Vi spiego dunque perché vendere l'olio Tunisino con un suo marchio d'origine non sia conveniente per chi ha messo in atto questa manovra a dir poco truffaldina.
Intanto bisogna dire che l'olio Tunisino, e non solo, anche quello Marocchino, quello Turco, Etc. 
( Quí tutti i parametri e le teorie di Soru e di chi ha votato l'emendamento al parlamento europeo lasciano il tempo che trova, e cadono come foglie nel vento )
... hanno già invaso l'Europa da tempo, giá lo si consuma su larga scala e nessuno si era mai accorto di nulla, nessuna ha mai sentito il bisogno di scriverne, di informare, anche perché agli occhi del consumatore negli scaffali dei supermercati l'olio Tunisino non appare, in pratica non esiste. Appare forse in piccole quantità nella vendita all'ingrosso; il dominio manco-male é pur sempre sovrastato dai marchi comunitari,...
Il motivo é semplice: le grandi firme, di cui anche alcune italiane molto famose, comprano l'olio sfuso dalle suddette nazioni a tonnellate
( solo una piccola parte delle cisterne contenente olio extravergine di oliva che varca i confini viene minuziosamente controllato ) 
dal che passano anche dei carichi già taroccati all'origine; mischiati con altri oli neutri di semi, di sansa; é spesso prodotto da olive marce  o troppo mature per essere denominato extravergine, lo si sente per altro dal forte odore quando esso non passa nelle mani esperte dei taroccatori europei che rimmischiano, colorano e profumano secondo le norme consentite per legge, anche se il livelli qualitativi vanno a farsi benedire e il consumatore viene ingannato. Ma questo importa poco a chi deve fare profitto.

Dicevo: le firme come Bertolli, solo per citarne una, ma anche grandi Supermercati come Rewe, Conad, e tanti altri ipermercati, imbottigliano per conto proprio, hanno i loro magazzini, stabilimenti di stoccaggio e di imbottigliamento con etichettatura "personalizzata", e hanno il loro marchio, dal che nei casi piú "onesti" il prodotto viene denominato come prodotto comunitario, in altri casi viene denominato come "olio Ligure" "olio Toscano" Etc.  ( questo solo per fare un'esempio )
Sembra pure un'atto generoso, e lo é solo nei confronti della Tunisia, l'assenza dei dazi, ma non lo é nei confronti dei cittadini Europei che pagheranno un prodotto quintuplicato dal prezzo di origine, e fa si che la beffa sia doppia.
Questo é il trucco che nasconde la frode ma che porta nelle casse delle multinazionali alimentari ingenti profitti, di cui in parte saranno reinvestisti per tenere ben lubrificato il meccanismo Europeo legislativo, e tutto sulle  doloranti spalle dei cittadini europei. Ma questo forse a Renato Soru sfugge...

http://www.renatosoru.eu/notizie/olio-tunisino-una-misura-solidale-limitata-e-temporanea-che-non-danneggia-il-made-in-italy/

Di Barolus Viginti


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