Il futuro a 5 Stelle

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mercoledì 3 luglio 2013

Ci vuole pena massima (ERGASTOLO) a chi appicca fuoco nei boschi, nei terreni agricoli e nei pascoli

Con il caldo torrido e la complicità del maestrale i piromani partono favoriti nel mettere in atto l'intento distruttivo. 
Puntuali a dispetto di tutto anche quest'anno e forse anche sicuri dal fatto che se vengono intercettati se la cavano con una denuncia a piede libero o a limite con una condanna che li trattiene in carcere solo qualche mese nonostante la gravità del gesto
Il fenomeno degli incendi estivi in Sardegna vanta memoria millenaria. Anche in epoca Giudicale dovevano fare fronte al roghi. La Sardegna allora era divisa in quattro Regioni: giudicati indipendenti appunto, sovrani perché erano governati da quattro Re, ovvero quattro giudici: Cagliari, Arborea, Gallura e Torres

http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=25738&v=2&c=1565&t=1





La pratica preferita dei pyromani era puntuale anche allora nei mesi caldi dell'anno. 
Dal codice penale e civile di allora sono ben quattro gli articoli che trattano l'argomento: denominata "Carta De Logu" uno di questi articoli puniva severamente chi appiccava fuoco nelle campagne:

Dalla "Carta de Logu":


"Ordinamentos De fogbu in lauore.Qrivii""Tem ordinam9: qui Si alcuna persona ponneret fogbu istudiosaméti a lauore messadu ouer ad messare: o at vigna: a at ortu et est indi bincbídu pagbit pro maquícia.llrs.l. et issu damnu a quill at auíre factu: et Si nópagbat ipso ouer atero pro Se segbit Sillí Sa manu destra: Et issos iurados siant tenudos de provare et de tenne Sus mal9factores adicussa pena quí narat su secundu capitulu."

Traduzione:

(L'autorità ordina: chiunque,  qualsiasi persona che intenzionalmente a nuocere da fuoco nel seminato da mietere o non: a vigne, orti, pascoli vergini o pascolati, paghi per il danno dopo dovuta perizia: Se non paga lui o altri per il danno causato, gli sia tagliata la mano destra. I giurati competenti garantiscono per tanto che la pena inflitta sia eseguita come previsto dal secondo Capitolo.)

É sempre così: troppi interessi in gioco e da lí prevale solo il gioco del tira e molla fra le categorie competenti che ogni anno si occupano dei fuochi boschivi. Ogni uno tira l'acqua, in questo caso i finanziamenti, al suo mulino.
Il problema comunque rimane e nessuno pare abbia interesse di porvi fine.
I piromani hanno man forte quindi...
Bastava solo metà delle somme annuali per fare prevenzione seria e mantenere il controllo del territorio in modo capillare. Invece!!??


Oggi non siamo di fronte alle vecchie modalità, come quando i pastori davano fuoco alle campagne per avere un pascolo migliore, per dispetto di un pascolo negato, per preparare il terreno per la prossima semina. 
Un cancro antico dunque e ancora non siamo riusciti a porvi fine, anzi oggi il fenomeno si ripete mutato in tutta la sua complessità in una ragnatela di interessi pubblici e privati pressoché noti.
 Se pensassimo a nuove misure legislative a tutela dell'ambiente, la lotta potrebbe rivelarsi funzionale ed efficace.Oggi meno che in passato non ci devono essere attenuanti per chi manda in Fumo il territorio e miete delle vittime a causa dello stesso.Bisogna in ogni caso e per dovere sacrosanto inasprire le pene sui reati legati alla piromania 
( disturbo comportamentale pericoloso per la società e per l'ambiente) 
ogni anno per mano di questi squilibrati vanno in fumo migliaia di migliaia di ettari fra terreni boschivi e coltivabili. Montagne, colline e pianure vanno in cenere per appagare il gusto di questi malati, difficilmente individuabili se non in fase di reato, vale a dire, quando hanno ancora il cerino in mano. 

Chi guadagna dagli incendi estivi:
Come se non bastasse  rispetto al passato nella lotta contro i roghi entrano in gioco nuovi scenari, uomini con interessi diversi per usare i finanziamenti statali, per fare in modo siano annualmente e puntualmente garantiti.
 La strategia é sempre la stessa usata nei secoli, il risultato pure: Migliaia di ettari ogni anno mandati in fumo nel giro di poche ore, e se il vento soffia di maestrale ci vogliono giorni prima che le squadre in campo possano avere ragione delle fiamme.
Gli incendiari odierni sono difficili da individuare, spesso al soldo delle ecomafie, a favore delle urbanizzazioni selvagge e degli insediamenti strutturali che non rispettano le norme paesaggistiche vigenti.    
Sono molto attive in tutto il territorio nazionale. Dal fuoco traggono cospicui guadagni  causando svalutazioni territoriali e affrettano i tempi per le concessioni edilizie. 

Gli incendiari appartengono  spesso anche alla grande macchina organizzativa, o per lo meno ne fanno parte come membri stagionali provvisori addetti allo spegnimento.  
In base ai decreti di emergenza che lo  Stato emana, questi "signori" hanno la certezza del lavoro stagionale sicuro. Bisogna essere scaltri ed egoisti, oltre che totalmente ignoranti, ma purtroppo é così.
  
Invisibili e difficile da intercettare la casta dei fuochi, in tutta la sua complessa personalità  rende inutile ogni tipo di misura preventiva  finanziamenti e tutto quello che ogni anno ne consegue.
 Si parla di almeno mezzo miliardo di Euro l'anno che ogni hanno lo Stato mette a disposizione per prevenzione e azioni di intervento per lo spegnimento.  
Quindi in pratica contro i roghi estivi, nonostante i mezzi a disposizione: elicotteri aerei e squadre ´di uomini ben equipaggiate in cielo e in terra, quel resta alla fine di ogni estate é cenere, distruzione con i conti da fare...

Riassumendo mi accingo a portare a conoscenza questi dati provenienti dai siti del corpo forestale e altri che come me hanno a cuore il problema:
Già nel 2007 Legambiente aveva raccontato il business degli incendi: una realtà fatta di rimboschimento, abusivismo edilizio, terreni che una volta andati in fumo aumentano di valore come possibile nuovo suolo edificabile.
Già cinque anni fa Simone Andreotti, responsabile nazionale della protezione civile di Legambiente aveva denunciato i giochi sporchi:)
I dati provenienti da indagini che riguardano il fenomeno della criminalità ambientali riporta numeri essenzialmente terrificanti:

É necessario dunque, irrigidimento delle pene per chi si macchia di reato legato alla distruzione della Fauna e della Flora: Ci vuole l'ergastolo perché dare fuoco alle campagne a ai boschi equivale distruggere i prodotti di prima necessità che garantiscono l'esistenza degli esseri viventi.
Mi auguro siano presto presi dei provvedimenti per la stesura di un disegno di legge efficace che dia da subito risultati persuasivi da fare desistere le varie caste e i piromani di dare sfogo alla loro follia...
é risaputo inoltre che le misure e gli ordinamenti in vigore si rivelano del tutto inefficaci... 
infatti chi comete reati legati alla piromania spesso la passa liscia, in alcuni casi la legge prevede solo una semplice denuncia a piede libero senza neppure un'ammenda di risarcimento danni. 
La forestale divulga:
I dati della forestali che riguardano gli incendi estivi del 2012 indicano un'aumento del fenomeno pari al 93% quasi il doppio rispetto l'anno precedente.
4.700 sono gli incendi che si sono sviluppati su tutto il territorio nazionale ( buona parte in Sardegna, Campania, Toscana, Lazio e Puglia) In Totale sono andati in cenere 24.000 ettari di superficie nelle varie zone Geografiche. 14.000 mila ettari solo di territorio boschivo e circa 10.00 riguardano i territori destinati all'agricoltura. 
Sono sempre prevalentemente dolose le origini dei fuochi appiccati nei boschi e nelle campagne. I dati dal fronte investigativo sui roghi boschivi mettono a verbale nell' anno 2012  282 denunce,  della quale solo 7 di queste sono finite in carcere perché beccati in flagranza di reato.

Fonte informativa della forestale:
((Si va dagli interessi dei singoli pastori a quelli delle mafie. Del resto già nel 2001 il Sisde  denunciava il coinvolgimento della criminalità organizzata nella ricostruzione e nella speculazione edilizia delle zone devastate dalle fiamme))

I Link che segue riporta alcuni dati interessanti che riguardano il fenomeno, in aumento, degli incendi estivi che vedono ogni anno che passa il ripetersi di un film già visto migliaia di volte e non possono che farci preoccupare e di conseguenza, se non altro, ci fa sentire in dovere dia amplificare questi fatti gravi per portarli alla conoscenza di un pubblico piú vasto, e con l'invito a chi di dovere prendano misure adeguate, cominciando da un nuovo disegno di legge, come detto in precedenza, per inasprire le pene contro i responsabili di questi vili reati.

affrontare:


ETTARI PERCORSI DAL FUOCO NEL QUADRIENNIO ‘07–’10
Regione
2007
2008
2009
2010
andamento quadriennio
superficie percorsa dal fuoco (ha)
superficie percorsa dal fuoco (ha)
superficie percorsa dal fuoco (ha)
superficie percorsa dal fuoco (ha)
Sicilia
46.451
17.775
8.616
20.258
L
Sardegna
28.561
4.128
37.104
6.582
J
Calabria
43.126
17.996
7.206
5.207
J
Puglia
18.028
8.489
4.358
5.020
L
Lazio
13.567
2.750
2.528
3.149
L
Campania
26.307
3.956
6.202
2.351
J
Basilicata
7.974
5.258
1.041
2.119
L
Abruzzo
21.167
439
159
379
L
Molise
2.858
814
186
377
L
Lombardia
1.608
1.142
396
319
J
Piemonte
3.640
908
373
231
J
Liguria
3.013
825
2.644
169
J
Toscana
1.330
990
1.838
142
J
Umbria
1.410
342
55
110
L
Marche
5.088
69
63
46
J
Friuli Venezia Giulia
164
68
354
36
J
Emilia Romagna
1.002
154
171
21
J
Veneto
100
26
54
12
J
Trentino Alto Adige
159
2
5
6
K
Valle D’Aosta
10
14
7
3
J
Totale
225.563
66.145
73.360
46.537
J
Fonte: Corpo forestale dello Stato – Elaborazione Legambiente - Ecosistema incendi 2011

APPLICAZIONE DELLA LEGGE 353/2000 E ATTIVITA’ DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO INCENDI BOSCHIVI REALIZZATE DAI COMUNI ITALIANI
Attività
Percentuale Comuni
Piena applicazione della legge 353/2000
5%
Catasto delle aree percorse dal fuoco nell’ultimo quinquennio
78%
Catasto aggiornato nell’ultimo anno (2010)
50%
Attività avvistamento incendi boschivi e di interfaccia
20%
Attività di prevenzione degli incendi boschivi e di interfaccia
69%
Campagne di informazione alla popolazione
45%
Attività di educazione ambientale rivolte al mondo della scuola
24%
Corsi di formazione per dipendenti comunali e volontari AIB
20%
Supporto al volontariato specializzato nell'antincendio
60%
Approvazione del Piano Emergenza comunale per incendi di interfaccia
75%
Fonte: Ecosistema Incendi 2011 - Legambiente/Dipartimento della protezione civile

APPLICAZIONE DELLA LEGGE 353/2000 E LAVORO DI MITIGAZIONE DEL 
RISCHIO INCENDI BOSCHIVI SVOLTO DAI COMUNI ITALIANI
Lavoro svolto
Percentuale Comuni
Classe di Merito
Percentuale Comuni
Positivo
69%
Ottimo
2%
Buono
43%
Sufficiente
24%
Negativo
31%
Scarso
22%
Insufficiente
9%


Fonte: Ecosistema Incendi 2011 - Legambiente/Dipartimento della protezione civile.
http://youtu.be/Z5ja38vyD50
Una soluzione ci sarebbe una delle tante potrebbe essere quanto segue:
 Il problema delle carceri affollate esiste...Quegli che hanno pene minori da espiare possono essere adoperati ( gli paghiamo é chiaro) per fare prevenzione antincendio nei mesi estivi  in Sardegna e nelle Regione a rischio. Gli accorpiamo alle squadre addetti dei comuni ( Naturalmente sotto il controllo delle forze dell'ordine, vigili del fuoco etc.) e possono fare senza dubbio attività di vedetta in punti strategici nel territorio. Oltre ad essere rieducativo per i detenuti il servizio é senza dubbio importantissimo nella lotta ai roghi estivi. Inoltre ci sarebbe un ritorno di spese risparmiate per lo Stato. Ogni anno i finanziamenti dello stato toccano cifre esose, troppo se prendiamo in considerazione lo stato di crisi in cui vige il paese da anni. Soldi spesso spesi male senza per altro risolvere il problema e cioè fare il possibile che i piromani non abbiano occasione di sfogare il loro intento distruttivo .
  Di
Barolus Viginti


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