Il futuro a 5 Stelle

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lunedì 2 settembre 2013

IN VISTA DELLA RIAPERTURA DELLA CAMPAGNA VENATORIA:::::

::::IN SARDEGNA::::

..bisognerà , quest'anno piú che mai, fare delle lunghe e dovute riflessioni:
La Sardegna nel 2013 é stata colpita duramente dalla follia distruttrice dei piromani, ingenti sono i danni causati dai roghi: sono allo stato attuale circa 15 mila gli ettari di terreno da pascolo, boschi e macchia mediterranea mandati in cenere con la complicità dei venti favorevoli che urlavano fra le fiamme mietendo distruzione e morte fra la fauna selvatica. Appena ieri dopo venticinque giorni di agonia é morto l'allevatore di Ghilarza Ubaldo Miscali, arso vivo mentre difendeva il suo bestiame.

Le associazioni dei cacciatori sono fortemente lottizzate dai partiti, occorre proporre l'applicazione degli ambiti venatori e legare il cacciatore, possibilmente al proprio territorio, in modo da responsabilizzarlo realmente, aldilà della populistica demagogia dell'ars venatoria, Fiscalmente la Regione potrebbe sospendere per un anno il pagamento delle tasse. Sardozen 
La mia domanda e il mio auspicio é che si faccia pressione presso le istituzione di settore della Sardegna per annullare la campagna venatoria almeno fino all'anno prossimo quando la natura rende i luoghi rigogliosi di nuova vegetazione dove il selvatico possa trovare rifugio e cibo.

Viviamo tempo duri e difficile e siamo soggetti a fare enormi sacrifici: facciamone uno piccolo piccolo, rinunciate alla caccia almeno fino al 2014. Facciamolo per noi stessi in modo da vivere in sintonia con l'ambiente che ci circonda...


Il M5S come gruppo politico emergente ma attivo si puó occupare anche di questo. Ed é a loro che faccio appello in modo possano impugnare una tematica cosí difficile quanto complessa.
Le attività venatorie in Italia, in particolare in Sardegna, sono ancora legate a usanze e modi primitivi che si tramandano tradizionalmente di padre in figlio. L'uomo non ha piú bisogno di approcciarsi in quel modo con la Natura e con chi la abita. Abbiamo invece bisogno di un'approccio armonioso di cura e di rispetto.
Le leggi che regolano le attività venatorie vanno riviste dalle fondamenta; é chiaro quindi che il primo a cambiare mentalità deve essere il cacciatore, il suo modo di rapportarsi con il selvatico dovrebbe essere prima di tutto mirato a tutelare il selvatico stesso con la stessa cura che ha un'allevatore, rispettando il corso procreativo e magari effettuando una selezione piú attenta e scrupolosa, e lo si puó fare senza sparare un colpo ( in altri paesi giá lo fanno) e senza dubbio con tale cura possono contare veramente su un'attività redditizia, di fatturato sicuro, con la vendita delle carni.
Solo per dirne una: in Francia allevano le anatre selvatiche nel loro ambiente naturale senza togliere e senza aggiungere nulla allo stato naturale in cui vivono: le carni, i petti in particolare, vengono esportate in tutta Europa, e non solo, e soddisfano l'esigenza gastronomica di hotel e ristoranti di grande qualità.
In Sardegna invece vedere un'anatra equivale vedere un marziano, non ce né sono quasi piú perché abbattute dalle doppiette...

Ma questo é un'altro discorso adesso urge sensibilizzare il piú possibile per sospendere ogni attività che metta a rischio la vita del selvatico che giá in molti luoghi sopravvive senza riparo e senza cibo...
occorre la partecipazione di tutti affinché tutti facciano appello presso gli organi costituiti...

Il fenomeno degli incendi non si combatte aspettando a terra che il piromane compia il suo folle gesto. Il fenomeno incendi si combatte disponendo sistematicamente in modo capillare uomini e mezzi sul territorio. Solo così si puó chiudere ogni via ai piromane di andare a compiere il suo disegno distruttivo.
Molti nel settore lo sanno ma vanno avanti ogni anno con la stessa tecnica, cioè aspettando al fresco la chiamata pur sapendo che quando si alza il fumo é giá troppo tardi.

Il controllo capillare del territorio nei mesi a rischio e di vitale importanza ma nessuno, pare voglia rinunciare ai 60 milioni di Euro che ogni anno lo Stato é costretto a finanziare per le emergenze.
In pratica si subiscono miliardi di danni sul territorio ogni anno piú arido, per l'ingordigia ignorante e cieca di alcuni comparti del settore.

Speriamo almeno che si sospenda ogni attività venatoria. Almeno in questo modo diamo la possibilitá alla natura e al selvatico che la vive di rigenerarsi senza il rischio di essere abbattuti ancora prima che nelle zone incenerite dai fuochi torni a crescere il verde...

Barolus Viginti
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