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venerdì 16 aprile 2010

Per Marcello Dell'utri chiesti 11anni di reclusione

Undici anni di reclusione chiesti in appello per Marcello Dell'Utri. Un'altra triste prova che l'Italia é governata anche da infiltrazioni  mafiose. Amico e socio in affari con Silvio Berlusconi da sempre, Interlocutore numero uno fra Mafia Siciliana e Stato Italiano. Si conclude con la requisitoria del Procuratore Nino Gatto il processo in appello che vedeva imputato Marcello Dell'Utri: chiesti 11 anni di reclusione (nove gli aveva giá presi in primo grado) per reati gravissimi, che vanno dall'associazione mafiosa, alla corruzione, con insistenze tentativo di inquinare le prove che lo riguardano.
Riporto un servizio da Repubblica:
Chiesti 11 anni di carundefinedcere per il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Si è conclusa con questa pesante richiesta la requisitoria del procuratore generale Nino Gatto al processo d'appello per il senatore del Pdl. Una richiesta motivata: "Il processo ha evidenziato una propensione dell'imputato a inquinare le prove". Nino Gatto affronta il capitolo della requisitoria riguardante i rapporti che Marcello Dell'Utri avrebbe intrattenuto con un falso pentito, Cosimo Cirfeta: "Tramite l'avvocato difensore di Cirfeta, Dell'Utri ha promesso soldi e un lavoro. In cambio, chiedeva delle dichiarazioni che avrebbero dovuto scagionarlo". Secondo il procuratore generale, nel complotto del falso pentito avrebbe avuto un ruolo anche "l'agente Betulla, ovvero il giornalista Renato Farina - spiega Nino Gatto - che è stato giudicato in altra sede per aver aiutato alcuni agenti segreti ad eludere le investigazioni nei loro confronti, nell'ambito delle indagini sul rapimento di Abu Omar". In aula, il procuratore legge il capo d'imputazione riguardante Farina, coinvolto nelle azioni di spionaggio organizzate dall'ex agente del Sismi Pio Pompa, fra Roma e Milano.

"Questa vicenda - dice Nino Gatto - ci dice dei mezzi istituizionali di cui l'imputato si è servito per deviare le indagini". Mentre il pg parla del caso Farina, Dell'Utri esce dall'aula della corte d'appello e fa una dichiarazione ai giornalisti che lo raggiungono: "Se mi lasciano in pace, se mi assolvono sono disposto a lasciare tutte le cariche politiche, non mi interessa fare politica. Io faccio il senatore per difendermi dal processo. Io mi difendo dall'attacco politico perché il mio è un processo politico, per questo faccio politica. Sì, vi sembra strano? - ribadisce - Sono entrata in politica per difendermi".

Fonte: repubblica.it
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