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giovedì 18 marzo 2010

La cementificazione delle coste sarde si potrebbe arginare restaurando e rivalorizzando i centri storici dei paesi e delle cittá

Con l'AUGURIO CHE NON SIA SOLO UNA MOSSA ELETTORALE, quindi Considerano la svolta della Regione Sardegna per quanto riguardano i progetti mirati alla produzione di energia pulita e rinnovabile, della quale lo stesso presidente Ugo Cappellacci annuncia la nascita di una società (Sardegna Energie) che si occupa direttamente delle necessità energetiche dell'isola, quindi bocciando e mandando a casa tutti i progetti off-shore.
In base a ció ho pensato che con lo stesso criterio possiamo risolvere, o almeno arginare in parte, l'invasione del cemento lungo le coste Sarde.
Tempo fa passando in un tratto della costa orientale sono rimasto scioccato: irriconoscibile, nel giro di 15 anni é sparito il paesaggio selvaggio che avevo sempre conosciuto e ammirato, sughereti, ginepri, querce, lentischi, mirto e tante altre piante che caratterizzavano quei luoghi non esistono piú; intere colline e promontori da cui dominavano da millenni massicci spuntoni di granito che cambiavano colore a ogni alterazione temporale non esistevano piú. Un disastro pensai sbalordito. Qualche masso gigantesco di granito lo si può adesso ammirare sotto forma di cartello stradale per indicare una zona, o qualche piú o meno illustre mega villa, quasi come uno sberleffo, considerando anche che ai sardi poco viene in tasca da quelle costruzioni che cambiano il panorama sporgendosi oltre cornice lungo le nostre coste, da un'arenile all'altro.

Sapiamo tutti che abbiamo un'altro grosso problema che merita osservazione e voglia di affrontarlo per porvi rimedio. Perché non creare una società IMMOBILIARE per ristrutturare le abitazione abbandonate in tutti i centri della Sardegna. Il progetto é ambizioso ma non irrealizzabile.
In Sardegna l'abbandono dei centri storici é un fenomeno sempre piú in espansione e preoccupante, vuoi in parte per via che la gente é costretta ancora ad emigrare per motivi di lavoro, e quella che resta con le giovani generazioni, tendono a costruire le nuove abitazioni fuori dai centri abitati, allargando quindi le periferie; di conseguenza nel giro di tre generazioni nelle cittadine e nei paesi della Sardegna non si contano quasi piú le abitazioni abbandonate e in rovina, senza che nessuno abbia la possibilità di occuparsene.
A mio avviso é un problema in continua espansione che non puó risolvere il singolo proprietario privato. Necessita invece un intervento delle Regione (dove per altro esistono giá degli incentivi per la valorizzazione dei centri storici in Sardegna per cui senza che si abbracci anche le strutture private abbandonate rimarranno incentivazioni, in quanche modo, sterili) che coinvolga i comuni nella creazione di una società per rivalorizzare i centri nelle cittá e nei paesi della Sardegna.
In fine con una giusta rete di agenzie immobiliare si puó ricavare reddito, sia a livello turistico che privato.
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