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giovedì 26 gennaio 2017

Ancora focolai di peste suina in Sardegna

La peste suina che colpisce a macchia di leopardo gli allevatori sardi non importa a nessuno.
Vi siete mai chiesti del perché un'epidemia colpisce a macchia di leopardo e in tempi diversi, invece che nel modo piú probabilistico, quindi in modo capillare nel territorio?
Ormai questi focolai isolati che si rilevano volta per volta una volta quá una volta lá, dovrebbero fare porre delle domande, credo...
Non c'é pace per gli allevatori Sardi.
Nessuno vuole azzardare che la peste suina nell'Isola potrebbe essere indotta perché il mercato globalizzato non riesce a controllare l'indotto economico essendo in mano a dei privati allevatori.
( l'epidemia mai debellata secondo loro ) Intanto se si trattasse di vera epidemia tutti gli animali selvaggi nel tempo sarebbero stati infettati ( in particolare i cinghiali, che sono anche i maggiori imputati delle diffusione della peste, ma mai vengono localizzati focolai di contagio in dei branchi, ne tanto meno si é a conoscenza di controlli analitici sugli animali , e tanto meno ancora in tutti quegli abbattuti nelle annuali campagne venatorie vengono puntualmente consumati ).
Ma allora come fa  il virus a infettare ed espandersi se non si abbattono i capi infetti?
Una domanda ce la dovremo porre anche osservando come avvengo i riscontri sulla presenza della pestilenzia negli allevamenti, se pure al pascolo brado, e che a volte avvengono anche nei casi in cui le bestie vivono in recinti isolati, andando a colpire spesso un solo allevatore per volta, oppure una zona geografica piuttosto circoscritta e a macchia di leopardo ( il resto tutti sani? )
No di certo se le macchie di leopardo vengono scelte volta per volta da mano intelligente; si tratta solo di tempo, poi la peste colpirà anche gli altri in un susseguirsi di eventi indipendenti uno dall'altro; ed é qui la stranezza di questi strani contagi.
Un'epidemia normalmente si divulga sistematicamente con una certa continuità in un territorio dove mai fosse stato debellato il male, come sostengono anche gli apparati sanitari locali.
É chiarissimo che In Sardegna la peste suina si muove e si sposta nel territorio in modo anomalo, nei branchi di proprietà singola e non nel contesto legato al territorio in cui vivono.
Ecco perché bisogna pensare che il virus della peste suina potrebbe arrivare per altre vie dipendentemente a una radicalizzazione arcaica del virus nel territorio che ogni tanto si sveglia quá e lá senza una logica precisa.
Che questi focolai si svegliano spesso dunque é certo, anche si riscontrano molte anomalie nei modi: nessuno puó dormire tranquillo, anche se tutto sembra sia controllato e ben gestito onde impedire a un comparto economico di alta qualità di entrare nei mercati e disturbare i colossi della produzione intensiva che ormai piazzano la carne suina di scarsa qualità e a basso prezzo ovunque, guarda caso, anche la dove ogni anno vengono abbattuti centinaia di migliaia di suini a causa della peste.
Sicuramente lungo questa filiera corrono molti interessi, e a spuntarla sarà sempre chi predispone di potere persuasivo e finanziario, senonché di capacità di dominio per corrompere nei mercati comuni Europei. Intanto a piegare la schiena e la testa sono sempre gli allevatori e la stessa regione Sardegna che si vede reprimere e capitolare su delle risorse importantissime per l'economia Sarda, facendola per altro dipendere da oltre mare nell'approvvigionamento delle carni ..
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